Le Odle viste dal Seceda, Val Gardena — il gruppo che l'Alta Via 2 attraversa nelle prime tappe

Alta Via 2 delle Dolomiti: la guida completa

Guida trekking · 12 min di lettura

L'Alta Via 2 è la traversata più lunga, più alta e più solitaria delle Dolomiti: circa 160 km da Bressanone a Feltre, 11.000 metri di dislivello, 13 tappe classiche. La chiamano "Sentiero delle Leggende" e non è un percorso per la prima volta in quota. Questa guida ti dice cosa aspettarti, tappa per tappa, senza addolcire nulla.

Chi ha già fatto l'Alta Via 1 arriva qui con una domanda precisa: quanto è più dura? La risposta breve: il doppio del dislivello, tratti attrezzati che non si evitano, rifugi più distanti e — in cambio — giornate intere senza incontrare nessuno. In questa guida trovi le 13 tappe con ore e dislivelli indicativi, i gruppi attraversati, dove serve il set da ferrata, i rifugi, il periodo giusto, le varianti brevi e come arrivare in treno a Bressanone e Feltre.

Le Odle viste dal Seceda, Val Gardena — il gruppo che l'Alta Via 2 attraversa nelle prime tappe

Le Odle dal Seceda: l'Alta Via 2 le costeggia sul versante di Funes fra il Rifugio Genova e il Rifugio Puez.

Cos'è l'Alta Via 2

L'Alta Via 2 collega Bressanone (Alto Adige, 560 m) a Feltre (Veneto, 325 m) attraversando da nord a sud otto gruppi dolomitici: Plose, Putia, Odle, Puez, Sella, Marmolada, Pale di San Martino e Vette Feltrine. È stata tracciata negli anni Sessanta, pochi anni dopo l'Alta Via 1, e da allora è rimasta la traversata "seria" delle Dolomiti. Il soprannome Sentiero delle Leggende viene dalle storie ladine che accompagnano il percorso: il regno di Fanes, il Re Laurino del Catinaccio, la Marmolada che un tempo era un pascolo.

I numeri variano a seconda delle varianti scelte: 160–185 km di sviluppo, circa 11.000 m di dislivello positivo, punto più alto al Passo delle Farangole (2.932 m) nelle Pale di San Martino — o al Piz Boè (3.152 m) se si sceglie la variante sulla cima del Sella. Il tempo tipico è di 11–14 giorni: le 13 tappe classiche del CAI si possono accorciare saltando la prima salita con la cabinovia della Plose o accorpando le tappe brevi delle Pale.

Risposta rapida

Alta Via 2 in una riga: Bressanone → Feltre, ~160 km, ~11.000 m D+, 11–14 giorni, 13 tappe, quota massima 2.932 m. Livello: escursionisti esperti con passo sicuro su tratti attrezzati; set da ferrata consigliato per le Farangole e la zona Marmolada.

Quando: da fine giugno a metà settembre. Più bella per: chi ha già fatto l'AV1, vuole meno gente e accetta rifugi più semplici a sud.

Le 13 tappe classiche

Questa è la suddivisione tradizionale, con tempi e dislivelli indicativi per un escursionista allenato con zaino da 8–10 kg. I nostri clienti raramente seguono esattamente questo schema: nel sud, dove i rifugi sono pochi, conviene rimodellare le tappe sulle disponibilità di posti letto.

Tappa Da → A Ore Salita / Discesa Pernotto
1 Bressanone → Rifugio Plose (Plosehütte) 5–6 h (1,5 h con cabinovia) +1.900 m / –50 m Rifugio Plose, 2.446 m
2 Rifugio Plose → Forcella di Putia → Rifugio Genova 5–6 h +800 m / –900 m Rifugio Genova / Schlüterhütte, 2.297 m
3 Rifugio Genova → Forcella della Roa → Forcella Nives → Rifugio Puez 5–6 h +950 m / –700 m Rifugio Puez, 2.475 m
4 Rifugio Puez → Passo Gardena → Val Setus → Rifugio Boè 5–6 h +1.000 m / –650 m Rifugio Boè, 2.871 m
5 Rifugio Boè → Passo Pordoi → Viel dal Pan → Rifugio Castiglioni Marmolada 5–6 h +450 m / –1.250 m Rif. Castiglioni, Passo Fedaia, 2.054 m
6 Passo Fedaia → Rifugio Falier → Passo Ombretta → Rifugio Contrin 6–7 h +1.000 m / –1.050 m Rifugio Contrin, 2.016 m
7 Rifugio Contrin → Passo San Nicolò → Passo delle Cirelle → Passo San Pellegrino 6–7 h +1.000 m / –1.100 m Rifugio Fuciade o alberghi al passo, ~1.900 m
8 Passo San Pellegrino → Passo Valles → Forcella Venegia → Rifugio Mulaz 6–7 h +1.100 m / –450 m Rifugio Volpi al Mulaz, 2.571 m
9 Rifugio Mulaz → Passo delle Farangole (2.932 m) → Rifugio Rosetta 5–6 h +800 m / –750 m Rifugio Rosetta "G. Pedrotti", 2.581 m
10 Rifugio Rosetta → Passo di Ball → Rifugio Pradidali 3–4 h +350 m / –650 m Rifugio Pradidali, 2.278 m
11 Rifugio Pradidali → Passo delle Lede → Rifugio Treviso 5–6 h +700 m / –1.350 m Rifugio Treviso, 1.631 m
12 Rifugio Treviso → Passo Cereda → Passo Finestra → Rifugio Boz 8–9 h (spesso divisa in due) +1.700 m / –1.550 m Rifugio Bruno Boz, 1.718 m
13 Rifugio Boz → Passo di Mura → Rifugio Dal Piaz → Croce d'Aune → Feltre 7–8 h +900 m / –2.100 m Feltre (o notte al Rif. Dal Piaz, 1.993 m)

Tre osservazioni pratiche. La prima tappa da Bressanone è una salita di 1.900 m su strade forestali: quasi tutti la evitano con la cabinovia Plose da Sant'Andrea e iniziano a camminare dalla stazione a monte, arrivando al rifugio in un'ora e mezza. La tappa 10 è corta e molti la uniscono alla 11 dormendo direttamente al Rifugio Treviso, ma il Pradidali merita una notte: è il rifugio più bello delle Pale. La tappa 12 è la più lunga della traversata e conviene spezzarla a Passo Cereda, dove ci sono un albergo e un agriturismo.

I gruppi attraversati

Plose e Putia. Il prologo: prati alti, la sagoma solitaria del Sass de Putia (2.875 m) e la prima vera forcella, la Forcella di Putia a 2.357 m. Terreno facile, panorami sulle Odle che iniziano ad apparire.

Odle / Geisler. Dal Rifugio Genova l'Alta Via 2 gira attorno alle Odle sul versante della Val di Funes, poi sale alla Forcella della Roa (2.617 m) e alla Forcella Nives per entrare nell'altopiano del Puez. È la stessa zona che percorriamo nel nostro Puez-Odle Classic Trek, integrando il sentiero Adolf Munkel sotto le pareti nord.

Puez. Un altopiano lunare a 2.500 m, quasi piatto, con il Rifugio Puez isolato in mezzo. Da qui si scende a Passo Gardena (2.121 m), unico contatto con la strada in questa parte del percorso.

Sella. La salita per la Val Setus è il primo tratto attrezzato: un canalone ripido con cavi e scalini fino al Rifugio Pisciadù, poi il vallone fino al Rifugio Boè a 2.871 m, la notte più alta della traversata. Chi vuole tocca il Piz Boè (3.152 m) con una deviazione di un'ora e mezza.

Marmolada. Dal Passo Pordoi il Viel dal Pan è la passeggiata panoramica per eccellenza sul ghiacciaio della Marmolada. Dal Passo Fedaia l'itinerario classico aggira la Regina delle Dolomiti da sud, passando sotto la parete sud di 800 m e valicando il Passo Ombretta (2.704 m) per scendere al Contrin.

Monzoni e Costabella. La sezione meno conosciuta: il Passo delle Cirelle (2.683 m) è un pendio di ghiaia ripido, poi la discesa nel silenzio della Val di Fuciade fino a Passo San Pellegrino.

Pale di San Martino. Il cuore alpino dell'AV2. Dal Mulaz si supera il Passo delle Farangole (2.932 m) e si entra nell'altopiano delle Pale, 50 km² di roccia bianca a 2.600 m di quota, con il Rifugio Rosetta al bordo sopra San Martino di Castrozza. Poi Pradidali, il Passo delle Lede e la lunga discesa in Val Canali.

Vette Feltrine. Le ultime tre giornate nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: montagne erbose e selvagge, sentieri poco battuti, il Passo di Mura e la Busa di Monsampiano prima della discesa finale a Croce d'Aune. Molti abbandonano dopo le Pale: sbagliano.

Le Pale di San Martino con nubi in movimento sulle cime — tappe 8–11 dell'Alta Via 2

Le Pale di San Martino: l'Alta Via 2 attraversa il gruppo dal Mulaz al Rifugio Treviso in quattro tappe.

Tratti attrezzati: dove serve il set

L'Alta Via 2 non è una via ferrata, ma ha diversi passaggi con cavi metallici, scalini e pioli che sull'Alta Via 1 non esistono, o si possono aggirare. Qui no. Ecco dove, in ordine di percorso:

Val Setus (tappa 4). Canalone ripido tra Passo Gardena e il Rifugio Pisciadù, cavi e scalini nel tratto finale. Con terreno asciutto si passa senza imbrago; con neve residua a inizio stagione (frequente fino a fine giugno) servono attenzione e, per chi non è abituato, ramponcini.

Zona Marmolada (tappe 5–6). L'itinerario classico per il Passo Ombretta è un sentiero ripido ma non attrezzato. La variante alpinistica per la Forcella Marmolada (2.896 m), che sale dal Fedaia lungo il bordo del ghiacciaio e scende con tratti attrezzati verso il Contrin, richiede set da ferrata, casco e — per il ghiacciaio in ritirata — valutazione delle condizioni. Noi la consigliamo solo con guida.

Piz Boè e varianti del Sella (tappa 4–5). La salita al Piz Boè dal Rifugio Boè è un sentiero facile. La discesa diretta dalla Forcella Pordoi al Passo Pordoi è un ghiaione ripido, senza cavi, ma sconsigliato con neve. Le varianti che passano per la Ferrata Piz da Lech o la Cesare Piazzetta sono vere ferrate: set obbligatorio.

Passo delle Farangole (tappa 9). Il passaggio chiave dell'AV2. La salita dal Mulaz ha un ultimo tratto con cavo, la discesa verso la Val delle Comelle è esposta, con corde fisse e gradini su roccia spesso umida. È il punto dove chi non ha esperienza su terreno attrezzato soffre di più. Set consigliato, casco utile.

Vette Feltrine (tappa 13). Il Troi dei Caserin, sotto il Sasso Scarnia, ha un tratto attrezzato breve ma esposto. Con terreno bagnato non è banale.

Attenzione: "set consigliato" non significa "opzionale se sei bravo". Sulle Farangole e sul versante sud della Marmolada ogni anno si registrano incidenti di escursionisti senza esperienza su cavi, spesso su roccia bagnata dopo i temporali pomeridiani. Se non hai mai fatto una ferrata, prima dell'AV2 fai l'Alta Via 1 o un corso-trekking di ferrata con guida.

I rifugi dell'Alta Via 2

Tredici rifugi e mezzo, di carattere molto diverso. A nord sono rifugi sudtirolesi ben attrezzati, spesso con docce calde e camere doppie; a sud sono rifugi CAI/SAT più essenziali, con camerate e acqua contingentata. Prenotazione obbligatoria ovunque, e nei rifugi piccoli (Mulaz, Pradidali, Boz, Dal Piaz) i posti finiscono mesi prima. Per capire come funzionano leggi la nostra guida ai rifugi dolomitici.

Rifugio Plose (2.446 m) — grande, comodo, raggiungibile dalla cabinovia. Buona cucina sudtirolese.

Rifugio Genova / Schlüterhütte (2.297 m) — storico rifugio del 1898 ai piedi del Putia, camere piccole, tramonto sulle Odle dalla terrazza.

Rifugio Puez (2.475 m) — isolato sull'altopiano, spartano, l'unico posto letto per chilometri. Prenota presto.

Rifugio Boè (2.871 m) — il più alto della traversata, ristrutturato, spesso freddo la sera anche in agosto. Alternativa: il Rifugio Pisciadù (2.585 m), più basso e più accogliente.

Rifugio Castiglioni Marmolada (2.054 m) — al Passo Fedaia, sul lago, raggiungibile in auto: ideale per il cambio zaino o l'incontro con chi ti raggiunge.

Rifugio Contrin (2.016 m) — grande, storico, dell'ANA; prato con vista sulla parete sud della Marmolada.

Rifugio Volpi al Mulaz (2.571 m) — piccolo, un po' ruvido, vista sul Focobon. Prenotazione con largo anticipo.

Rifugio Rosetta "G. Pedrotti" (2.581 m) — il rifugio-città delle Pale, servito dalla funivia da San Martino: usalo come uscita d'emergenza o per un giorno di riposo.

Rifugio Pradidali (2.278 m) — il più bello, in una conca sotto la Cima Canali. Piccolo, sempre pieno.

Rifugio Treviso (1.631 m) — nel bosco della Val Canali, accogliente, ultimo rifugio "grande" prima del sud.

Rifugio Bruno Boz (1.718 m) e Rifugio Dal Piaz (1.993 m) — i due rifugi delle Vette Feltrine: piccoli, gestione familiare, cucina semplice, cielo stellato senza inquinamento luminoso.

Aperture: la maggior parte apre tra metà e fine giugno e chiude tra metà settembre e inizio ottobre. Il Boè e il Mulaz, i più alti, tendono ad aprire più tardi. Controlla sempre sul sito del rifugio o del CAI: le date del 2027 non sono ancora note.

"Sull'Alta Via 1 conti le persone che incontri. Sulle Vette Feltrine conti i giorni da quando hai incontrato qualcuno."

Quando andare

La finestra realistica è dal 25 giugno al 20 settembre. Prima, i passi alti (Farangole, Cirelle, Val Setus) hanno neve residua e i rifugi del sud sono chiusi. Dopo, i rifugi chiudono a scacchiera e la luce cala rapidamente. Nel dettaglio:

Fine giugno – metà luglio: fiori, neve nei canaloni esposti a nord, sentieri liberi. Rischio di tratti ancora innevati alle Farangole. Ottimo se hai esperienza e ramponcini.

Metà luglio – fine agosto: condizioni ideali, ma temporali pomeridiani quasi quotidiani. Sull'AV2 si parte alle 6:30 e si è in rifugio entro le 14. I rifugi del nord sono pieni; quelli del sud restano gestibili.

Settembre: il nostro mese preferito. Aria limpida, poca gente, temperature ancora buone, prime nevicate possibili dopo il 15. Verifica le chiusure di Mulaz, Boz e Dal Piaz. Per l'analisi mese per mese leggi quando andare nelle Dolomiti.

Difficoltà: AV2 contro AV1

Sulla nostra scala di difficoltà, l'Alta Via 1 completa è un livello 3 e l'Alta Via 2 un livello 4: non per una singola tappa impossibile, ma per la somma. Il dislivello totale raddoppia (~11.000 m contro ~7.000 m), le tappe medie sono più lunghe (6 ore contro 5), le quote più alte (tre notti sopra i 2.500 m) e i tratti attrezzati non si evitano. Aggiungi che nel sud non esiste un "piano B" in funivia ogni giorno, e capisci perché la consideriamo un'altra categoria.

In pratica: se hai fatto l'AV1 con margine, camminando le tappe in meno tempo di quello indicato e stando bene sui tratti con cavo, l'AV2 è il passo successivo naturale. Se l'AV1 ti ha spremuto, o non l'hai mai fatta, il confronto completo è nella nostra guida Alta Via 1 o Alta Via 2: quale scegliere.

Allenamento minimo: uscite di 6–7 ore con 1.200 m di dislivello e zaino da 8 kg, ripetute in giorni consecutivi. Se una sola giornata così ti lascia distrutto, non è l'anno giusto.

Varianti brevi: 5–7 giorni

Pochi hanno due settimane. L'Alta Via 2 si presta bene a essere divisa in due metà, con i passi stradali come cerniere.

Metà nord: Bressanone → Passo San Pellegrino (6–7 giorni)

Plose, Odle, Puez, Sella, Marmolada e Monzoni: la parte più varia e con i rifugi migliori. Sei o sette tappe, uscita comoda a Passo San Pellegrino con bus per Moena e Predazzo. È la scelta giusta per chi vuole assaggiare l'AV2 con un'infrastruttura ancora solida.

Solo Odle e Puez (5–7 giorni)

Il nostro Puez-Odle Classic Trek segue le tappe 2–4 dell'AV2 integrandole con il sentiero Adolf Munkel, il Seceda e la Forcella Roa, con base in Val Gardena. Livello 3, senza tratti attrezzati obbligatori: è l'AV2 "a porte aperte".

Metà sud: Passo San Pellegrino → Feltre (6–7 giorni)

Pale di San Martino e Vette Feltrine, le tappe più alpine e più solitarie. Richiede la stessa esperienza dell'intera AV2, perché le Farangole sono qui.

Solo Pale di San Martino (5–7 giorni)

Il nostro Trekking delle Leggende parte dalla Val di Fassa, attraversa Monzoni, Passo delle Cirelle e Lagorai fino alle Pale e al lago di Colbricon: la metà meridionale dell'AV2 ridisegnata per evitare i passaggi più esposti, livello 3.

Il Sassolungo dal Col Rodella con fiori alpini in primo piano, vicino al Passo Sella

Il Sassolungo visto dal Col Rodella: l'Alta Via 2 lo tiene a ovest per due giorni, tra il Sella e il Passo Pordoi.

Affollamento: il sud è vuoto

Nella metà nord incontrerai gente: Seceda, Passo Gardena, il Viel dal Pan e il Fedaia sono raggiungibili in giornata e in agosto i sentieri lo mostrano. I rifugi Puez, Boè e Genova sono pieni perché sono anche mete di gite giornaliere. La mappa dell'affollamento ti mostra in tempo reale dove parcheggi e impianti sono saturi, così eviti gli orari peggiori.

Dal Passo Valles in poi, cambia tutto. Sull'altopiano delle Pale vedi qualche escursionista arrivato con la funivia della Rosetta, poi dal Pradidali in giù la traversata diventa silenziosa. Nelle Vette Feltrine, anche a Ferragosto, capita di camminare un'intera giornata incontrando due o tre persone. È il motivo per cui chi ama davvero le montagne finisce l'AV2 con la sensazione di aver fatto qualcosa di raro.

Come arrivare a Bressanone e Feltre

Bressanone / Brixen è sulla linea ferroviaria del Brennero: treni regionali e Eurocity da Verona (1 h 45), Bolzano (30 min), Innsbruck (1 h 15) e Monaco (3 h 30). Dalla stazione, il bus urbano porta a Sant'Andrea, alla base della cabinovia Plose, in 15–20 minuti. Aeroporti più comodi: Innsbruck, Verona, Monaco.

Feltre ha una stazione sulla linea Padova – Montebelluna – Belluno: regionali da Padova (1 h 50) e da Venezia con cambio a Castelfranco o Padova. Da Croce d'Aune, dove finisce il sentiero, si scende a Feltre con il bus locale (poche corse al giorno, controlla gli orari Dolomitibus) o a piedi in 2 ore. Aeroporti: Venezia e Treviso.

Collegamento di ritorno: da Feltre a Bressanone in treno via Padova e Verona sono 4–5 ore. Per tutte le opzioni leggi come arrivare nelle Dolomiti. Per lo zaino, la nostra lista di cosa portare: sull'AV2 aggiungi set da ferrata, casco leggero e ramponcini prima di metà luglio.

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Due sezioni dell'AV2 con Dolomist.
Rifugi prenotati, itinerario rifinito.

Metà nord · Odle e Puez · 5–7 giorni · Livello 3 Puez-Odle Classic Trek →

Le tappe 2–4 dell'Alta Via 2 più l'Adolf Munkel Weg e il Seceda, base in Val Gardena, Forcella Roa 2.617 m.

Metà sud · Val di Fassa → Pale di San Martino · 5–7 giorni · Livello 3 Trekking delle Leggende →

Monzoni, Passo delle Cirelle 2.683 m, Lagorai e le Pale di San Martino: la parte più selvaggia dell'AV2 senza i passaggi più esposti.

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Domande frequenti

Quanto è lunga l'Alta Via 2 e quanti giorni servono?

Circa 160 km (fino a 185 con le varianti) da Bressanone a Feltre, con circa 11.000 m di dislivello positivo. La suddivisione classica è in 13 tappe; la maggior parte degli escursionisti impiega 11–14 giorni, usando la cabinovia della Plose il primo giorno e spezzando la lunga tappa Treviso–Boz.

Serve il set da ferrata sull'Alta Via 2?

Non è una ferrata, ma ha tratti attrezzati che non si evitano: Val Setus, Passo delle Farangole e Troi dei Caserin nelle Vette Feltrine. Per la discesa delle Farangole consigliamo set e casco; le varianti sulla Marmolada (Forcella Marmolada) e le ferrate del Sella lo rendono obbligatorio.

Qual è il periodo migliore per l'Alta Via 2?

Da fine giugno a metà settembre. Luglio e agosto hanno tutti i rifugi aperti ma temporali pomeridiani frequenti; settembre è più stabile e più tranquillo, ma alcuni rifugi del sud chiudono verso metà mese. A giugno i passi alti possono avere neve.

L'Alta Via 2 è molto più difficile dell'Alta Via 1?

Sì. Il dislivello raddoppia (~11.000 m contro ~7.000 m), le tappe sono più lunghe, si dorme tre volte sopra i 2.500 m e i tratti attrezzati non si aggirano. Sulla nostra scala l'AV1 è livello 3, l'AV2 livello 4. Consigliamo l'AV2 a chi ha già completato l'AV1 o traversate equivalenti.

Si può fare l'Alta Via 2 in una settimana?

Non tutta, ma le due metà sì: Bressanone → Passo San Pellegrino in 6–7 giorni (la parte con i rifugi migliori) oppure Passo San Pellegrino → Feltre in 6–7 giorni (Pale e Vette Feltrine, più alpina). I nostri trek Puez-Odle e Trekking delle Leggende coprono rispettivamente la sezione nord e quella sud in 5–7 giorni.

Come si arriva a Bressanone e come si torna da Feltre?

Bressanone è sulla ferrovia del Brennero (Verona 1 h 45, Innsbruck 1 h 15, Monaco 3 h 30); il bus urbano porta alla cabinovia Plose. Feltre è sulla linea Padova–Belluno (Padova 1 h 50). Da Croce d'Aune a Feltre c'è un bus locale con poche corse o 2 ore a piedi. Il ritorno Feltre → Bressanone in treno via Padova e Verona richiede 4–5 ore.

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