Due escursionisti sul punto panoramico dei Cadini di Misurina, con le guglie del gruppo alle spalle — Dolomiti

Cadini di Misurina: escursione al punto panoramico dal Rifugio Auronzo

Guida trekking · 11 min di lettura

Un'ora di cammino dal Rifugio Auronzo, un balcone di roccia a 2.300 metri e davanti a te una foresta di guglie: i Cadini di Misurina. È il punto panoramico più fotografato delle Dolomiti dopo le Tre Cime — e vale la pena capire come farlo bene, a che ora, e cosa c'è oltre la foto.

I Cadini di Misurina stanno a due passi dalle Tre Cime di Lavaredo, eppure per decenni quasi nessuno li guardava: tutti gli occhi erano sulle pareti nord. Poi un'immagine — due persone in piedi su uno sperone, sotto una fila di torri grigie — ha fatto il giro del mondo, e oggi il sentiero 117 dal Rifugio Auronzo è tra i più battuti del Parco. In questa guida ti spieghiamo la salita passo per passo, la logistica della strada a pedaggio, l'alternativa in bus, la traversata completa del Sentiero Bonacossa fino al Rifugio Fonda Savio e come combinare i Cadini con il giro delle Tre Cime nella stessa giornata. E ti diciamo onestamente quando andarci per non trovarti in fila sulla cengia.

Due escursionisti sul punto panoramico dei Cadini di Misurina, con le guglie del gruppo alle spalle — Dolomiti

Il belvedere sul Monte Campedelle: lo sperone erboso si affaccia sulle torri nord dei Cadini di Misurina.

Cosa sono i Cadini di Misurina

I Cadini di Misurina sono un gruppo dolomitico compatto e frastagliato che si alza tra il lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo, nel Parco Naturale Tre Cime, provincia di Belluno. La cima più alta è la Cima Cadin di San Lucano (2.839 m), ma non è l'altezza a renderli memorabili: è la densità delle torri. Da lontano sembrano una fila di denti; da vicino sono decine di campanili separati da forcelle strette — i "cadini", cioè i catini di ghiaia che gli danno il nome.

Il punto panoramico che tutti cercano si trova sul Monte Campedelle (Monte de le Cianpedele), lungo il sentiero 117 / Sentiero Alberto Bonacossa, a circa 2.330 metri di quota. È un balcone erboso che si interrompe di colpo sul vuoto, esattamente di fronte alle torri settentrionali del gruppo: la Cima Eötvös, la Torre Wundt, la Cima Cadin Nord-Est. Da lì le guglie sembrano a portata di mano. Il contrasto con le Tre Cime, che stanno alle tue spalle, è il motivo per cui vale la pena venire fin quassù anche se hai già fatto il giro classico.

Risposta rapida

Partenza: Rifugio Auronzo (2.320 m), raggiungibile con la strada a pedaggio da Misurina o con il bus 444 da Dobbiaco.

Sentiero: n. 117 (Sentiero Bonacossa) in direzione sud. Circa 2 km a tratta, 130–150 m di dislivello, 45 min – 1 h ad andare e altrettanto al ritorno.

Difficoltà: facile fino agli ultimi metri; lo sperone finale è esposto e va affrontato con calma, mai con neve o terreno bagnato.

Quando: da metà giugno a inizio ottobre. Alba o dopo le 16:30 per evitare la fila.

Il percorso dal Rifugio Auronzo (sentiero 117)

Dal parcheggio del Rifugio Auronzo tutti girano a sinistra, verso il Rifugio Lavaredo e le Tre Cime. Tu vai nella direzione opposta: torna verso l'ultimo tornante della strada asfaltata, appena sotto il rifugio, e cerca il cartello del sentiero 117 sulla destra. Un sentierino scende per qualche decina di metri tra mughi e ghiaie e poi attraversa in piano il versante meridionale del Monte Campedelle, con la strada a pedaggio che si allontana sotto di te.

Dopo circa venti minuti il sentiero risale un pendio erboso con alcuni tornanti brevi. Qui si sale davvero: un centinaio di metri di dislivello concentrati, con il fondo che passa da ghiaia a terra battuta. In cima al pendio trovi un bivio non sempre segnalato: a sinistra parte la traccia che porta allo sperone panoramico; a destra il 117 prosegue verso la Forcella di Misurina e il Rifugio Fonda Savio. Prendi la sinistra, seguendo la traccia più evidente, e in pochi minuti sei sul balcone.

Tratto Tempo Dislivello Note
Rif. Auronzo → attacco 117 5 min −20 m Cartello sotto il rifugio, sulla destra guardando la valle
Traverso sul Campedelle 20 min ±30 m Sentiero largo, quasi piano, fondo ghiaioso
Pendio erboso a tornanti 20 min +110 m La parte più faticosa; fango dopo la pioggia
Bivio → belvedere 5–10 min +10 m Traccia a sinistra, sperone esposto negli ultimi 30 m
Ritorno stesso sentiero 45 min −150 m Attenzione in discesa sul pendio erboso
Totale 1 h 30 – 2 h ~150 m 3,9 km andata e ritorno

Attenzione sullo sperone. Gli ultimi trenta metri corrono su una cengia larga un metro o poco più, con il vuoto su entrambi i lati e un salto di diverse decine di metri sul lato sud. Non ci sono cavi né protezioni. Con terreno bagnato, ghiaccio al mattino presto (frequente a settembre e ottobre) o vento forte, fermati al bivio: il panorama è quasi lo stesso. Non salire mai sulla punta in più di due o tre persone alla volta, non fare passi indietro per una foto e tieni i bambini per mano. Ogni estate il Soccorso Alpino interviene qui per cadute evitabili.

Una cosa che nessuno ti dice: il belvedere "da Instagram" è solo il primo. Se torni al bivio e prosegui sul 117 verso sud per altri dieci-quindici minuti, il sentiero attraversa un secondo dosso con vista aperta sulle torri e sul lago di Misurina in basso, e con una frazione delle persone. Le nostre guide lo preferiscono per le foto del primo pomeriggio, quando la luce è di lato.

Come arrivare: strada a pedaggio e bus

Il Rifugio Auronzo è il punto d'accesso di tutto: giro delle Tre Cime, Cadini, Bonacossa. Ci si arriva in due modi.

In auto: la strada a pedaggio da Misurina

Dal lago di Misurina la strada provinciale sale per circa 2 km fino al lago d'Antorno, dove c'è il casello, e da lì altri 5 km di tornanti fino al parcheggio del rifugio (circa 700 posti). Negli ultimi anni il pedaggio per un'auto è stato tra i 30 e i 40 euro, valido 12 ore; le moto pagano meno, i camper di più. Dal 2025 la prenotazione online è obbligatoria: si sceglie giorno e fascia oraria di ingresso, e senza prenotazione non si passa. Nei fine settimana di luglio e agosto le fasce del mattino si esauriscono con giorni di anticipo. Prenota sul sito ufficiale (auronzo.info) appena hai la data e verifica lì le tariffe dell'anno in corso, perché cambiano.

In bus: la linea 444 da Dobbiaco

L'alternativa più semplice all'auto è la navetta 444 che parte dalla stazione di Dobbiaco (Toblach), passa per il lago di Landro e sale fino al Rifugio Auronzo. Corre di solito da inizio giugno a metà ottobre, fino a tre corse l'ora nei mesi di punta; anche qui serve prenotare il posto online. Da Cortina si arriva a Dobbiaco o al lago di Landro con la linea 445, e si cambia sulla 444. Attenzione: la 444 non ferma a Misurina — chi dorme a Misurina deve prendere la 445 verso Dobbiaco e poi cambiare, oppure salire a piedi (vedi sotto). Per i collegamenti da Venezia, Verona e Monaco leggi la nostra guida su come arrivare in Dolomiti.

A piedi da Misurina o dal lago d'Antorno

Se vuoi evitare del tutto pedaggio e prenotazioni, dal lago d'Antorno il sentiero 101 sale fino al Rifugio Auronzo in circa 1 h 30 – 2 h (600 m di dislivello), e da lì prendi il 117. Oppure, dal Rifugio Col de Varda (seggiovia da Misurina) il Sentiero Bonacossa arriva ai Cadini dal lato opposto — è la traversata di cui parliamo qui sotto.

Il Sentiero Bonacossa completo fino al Fonda Savio

Il belvedere è solo l'inizio del Sentiero Alberto Bonacossa, un sentiero attrezzato di circa 7,5 km che attraversa tutto il gruppo dei Cadini da nord a sud, dal Rifugio Auronzo al Rifugio Col de Varda passando per il Rifugio Fonda Savio. È una delle escursioni più belle e meno conosciute della zona, e trasforma una passeggiata da un'ora in una vera giornata dolomitica.

Dal bivio del belvedere il 117 continua verso sud, sale alla Forcella di Misurina (circa 2.400 m) e poi entra nel cuore del gruppo. Qui il terreno cambia: ghiaioni, brevi tratti attrezzati con cavo, una scala metallica sotto la Forcella del Diavolo (2.500 m circa, il punto più alto della traversata) e un passaggio in discesa in un canalino stretto con pioli di ferro. Niente di tecnico per chi ha già camminato su terreno alpino, ma serve piede sicuro e assenza di vertigini. Dalla Forcella del Diavolo in circa 40 minuti sei al Rifugio Fonda Savio (2.367 m), appoggiato sulla Forcella Rinbianco con vista sul lago di Misurina.

Dal Fonda Savio la parte sud del Bonacossa scende al Rifugio Col de Varda in circa 1 h 30, con altri due brevi tratti attrezzati. In totale conta 4–5 ore di cammino dall'Auronzo al Col de Varda, circa 500 m in salita e 700 in discesa. Set da ferrata e casco sono consigliati per i tratti attrezzati — non indispensabili per chi ha esperienza, ma noi li portiamo sempre con i nostri gruppi. Se non sei sicuro del tuo livello, dai un'occhiata alla nostra scala di difficoltà prima di partire.

"Il belvedere è la copertina. Il Bonacossa è il libro: tre forcelle, due rifugi e nessuno che ti chiede di spostarti per la foto."

Cadini + Tre Cime nella stessa giornata

La domanda che ci fanno più spesso: si può fare tutto in un giorno? Sì, ed è il modo in cui noi organizziamo la giornata quando abbiamo un solo accesso al Rifugio Auronzo da sfruttare. Il giro completo delle Tre Cime — Rifugio Lavaredo, Forcella Lavaredo, Rifugio Locatelli, Forcella Col di Mezzo e ritorno — richiede 3 h 30 – 4 h per circa 10 km e 400 m di dislivello; lo trovi descritto passo per passo nella nostra guida al giro delle Tre Cime. Aggiungendo i Cadini arrivi a 6 ore effettive di cammino, circa 14 km e 550 m di dislivello: una giornata piena ma alla portata di chiunque cammini regolarmente.

Orario Tratto Tempo Perché così
07:00 Arrivo al Rif. Auronzo — Prima fascia della strada a pedaggio o prima corsa del 444
07:15 Sentiero 117 → belvedere Cadini 1 h Luce radente da est sulle torri, quasi nessuno sullo sperone
08:15 Ritorno al rifugio 45 min Incroci i primi gruppi che salgono
09:00 Giro Tre Cime in senso orario 3 h 30 – 4 h Forcella Lavaredo → Locatelli → Col di Mezzo; pranzo al Locatelli
13:00 Rientro al Rif. Auronzo — Rientro entro le 12 ore del pedaggio con ampio margine

Se preferisci la luce del tramonto sui Cadini, inverti l'ordine: Tre Cime al mattino, Cadini dalle 17 in poi. In questo caso porta una frontale: a settembre il buio arriva presto e il pendio erboso in discesa non è banale senza luce.

Dal lato di Misurina: Col de Varda e Fonda Savio

C'è un modo di vedere i Cadini che evita completamente la strada a pedaggio e la folla dell'Auronzo: entrare dal lago di Misurina. La seggiovia Col de Varda parte dalla riva del lago (1.756 m) e sale al Rifugio Col de Varda (2.115 m) in una decina di minuti; funziona di solito da fine giugno a metà settembre. Da lì il sentiero 115 sale con pendenza costante alla Forcella Rinbianco e al Rifugio Fonda Savio in circa 1 h 15 – 1 h 30 (250 m di dislivello), attraversando i ghiaioni con le torri dei Cadini che si aprono via via sopra di te.

Il Fonda Savio è un rifugio CAI piccolo e vero — una trentina di posti letto, gestione familiare, cucina di casa — ed è il posto giusto per pranzare guardando il lago dall'alto. Chi ha buone gambe può proseguire sulla parte nord del Bonacossa fino al belvedere e all'Auronzo (2 h 30 – 3 h dal Fonda Savio, tratti attrezzati) e rientrare a Misurina col bus, oppure tornare al Col de Varda per la stessa via. Anche senza seggiovia il sentiero 120 da Misurina al Col de Varda si fa in un'ora abbondante. Per capire come funzionano i rifugi — prenotazioni, cene, sacco lenzuolo — leggi la nostra guida ai rifugi.

Sentiero 117 sulla cresta del Monte Campedelle verso le torri dei Cadini di Misurina, Dolomiti

Il tratto finale del 117 sul crinale: le torri nord dei Cadini di fronte, il Sorapiss e il Cristallo all'orizzonte.

Folla, orari tranquilli e fotografia

Diciamolo chiaramente: tra le 9 e le 16 di un giorno di agosto sullo sperone c'è la fila. Non è pericoloso in sé, ma trasforma un posto straordinario in un'attesa di venti minuti per trenta secondi di foto. La buona notizia è che la folla è prevedibile, e gli orari tranquilli esistono.

Chi arriva con la prima fascia della strada a pedaggio o dorme al Rifugio Auronzo o al Lavaredo ha il belvedere quasi per sé fino alle 8:30. Dalle 16:30 in poi i gruppi giornalieri sono già ripartiti e fino al tramonto restano solo i fotografi: da cinque a venti persone, con spazio per tutti. A settembre, nei giorni feriali, anche a metà giornata la situazione è ragionevole. Prima di partire controlla la nostra mappa dell'affollamento: mostra in tempo reale il riempimento dei parcheggi del Parco e ti aiuta a scegliere l'orario o, se serve, un'altra valle.

Per chi fotografa

L'alba è il momento migliore: le torri sono esposte a est e per una ventina di minuti si accendono di rosa e poi di arancio, con le Tre Cime ancora in ombra alle spalle. A luglio significa essere sullo sperone alle 5:30, quindi dormire in quota. Il tramonto è più comodo ma le torri sono in controluce; funziona meglio con nuvole alte che diffondono la luce. Un grandangolo tra 16 e 24 mm inquadra tutte le torri con la persona sulla punta; con un 50 mm isoli le guglie. Il drone è vietato nel Parco Naturale senza autorizzazione, e il vento sulla cresta è quasi sempre più forte di quanto sembri. Ricorda che la persona sullo sperone si sposta sul bordo per la composizione, non per il panorama: non serve andare oltre il punto in cui l'erba finisce.

Quando è aperto e dove dormire

La strada a pedaggio apre di norma tra fine maggio e inizio giugno e chiude tra fine ottobre e inizio novembre, a seconda della neve; il 117 è però percorribile in sicurezza solo quando il pendio erboso e la cengia sono liberi da neve e ghiaccio, di solito da metà giugno a inizio ottobre. Per il Bonacossa completo aspetta luglio: i canalini sotto la Forcella del Diavolo tengono la neve a lungo. Settembre è il mese che consigliamo — aria limpida, folla dimezzata, prime brinate che rendono la luce dell'alba ancora più pulita. Per un quadro mese per mese leggi quando andare in Dolomiti.

Rifugio Quota Apertura tipica Perché dormirci
Rifugio Auronzo 2.320 m inizio giugno – inizio ottobre A 5 minuti dall'attacco del 117: alba sui Cadini senza sveglia alle 3
Rifugio Lavaredo 2.344 m metà giugno – fine settembre Più piccolo e tranquillo, 20 min dall'Auronzo, sotto la Cima Piccola
Rifugio Locatelli (Dreizinnenhütte) 2.405 m fine giugno – fine settembre La vista sulle pareti nord; da qui i Cadini sono a 2 h di cammino
Rifugio Fonda Savio 2.367 m metà giugno – metà ottobre Nel cuore dei Cadini, lontano da tutto; prenotazione via CAI
Rifugio Col de Varda 2.115 m metà giugno – fine settembre Accesso comodo da Misurina, base per il Bonacossa sud

Le date sono indicative: ogni rifugio decide in base alla neve e va verificato sul suo sito. In alta stagione i posti letto all'Auronzo e al Locatelli vanno prenotati con settimane di anticipo, spesso mesi per i fine settimana di agosto. Per cosa mettere nello zaino — anche per una sola notte in quota — c'è la nostra lista di cosa portare.

Un giorno di un trekking più grande

Il belvedere dei Cadini è un'ora di cammino. Le Tre Cime, quattro. Ma questa è la Dolomite di Cortina, e questi due giri sono l'ingresso a una regione che si attraversa in una settimana, rifugio dopo rifugio, senza tornare mai alla macchina. Quando i nostri ospiti ci dicono "vorrei vedere i Cadini", quasi sempre quello che vogliono davvero è questo: la sensazione di stare dentro le montagne per giorni, non un parcheggio da prenotare.

L'Alta Via 1 passa a poche valli da qui — dal lago di Braies al Lagazuoi, dalle Cinque Torri alla Civetta — e la sezione nord, tra Braies e Cortina, si fa in 4–5 giorni con basi comode a Dobbiaco e Cortina che rendono facile aggiungere le Tre Cime e i Cadini come giornata extra all'inizio o alla fine. Sulla nostra Alta Via 1 self-guided o guidata i rifugi sono già prenotati, i bagagli viaggiano da soli e c'è un numero da chiamare 24 ore su 24; se vuoi capire se è il trekking giusto per te, leggi la guida completa all'Alta Via 1 e il confronto tra guidato e self-guided.

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Domande frequenti

Quanto dura l'escursione ai Cadini di Misurina dal Rifugio Auronzo?

Circa 1 ora per raggiungere il belvedere e 45 minuti per tornare, per 3,9 km totali e 150 m di dislivello sul sentiero 117. Con le soste per le foto conta 2 ore.

Il punto panoramico dei Cadini è pericoloso?

Il sentiero è facile, ma lo sperone finale è una cengia esposta senza protezioni, con salti di decine di metri. Va evitato con neve, ghiaccio, pioggia o vento forte, e non si dovrebbe stare in più di due o tre persone alla volta sulla punta. Chi soffre di vertigini si fermi al bivio.

Quanto costa la strada a pedaggio per il Rifugio Auronzo e va prenotata?

Nelle ultime stagioni il pedaggio per un'auto è stato tra i 30 e i 40 euro, valido 12 ore, con prenotazione online obbligatoria di giorno e fascia oraria sul sito ufficiale auronzo.info. Le tariffe cambiano di anno in anno: verifica prima di partire.

Si può arrivare ai Cadini senza auto?

Sì. La navetta 444 da Dobbiaco sale al Rifugio Auronzo da inizio giugno a metà ottobre (prenotazione online); da Cortina si cambia dalla 445. In alternativa la seggiovia Col de Varda da Misurina e il sentiero 115 portano al Rifugio Fonda Savio, nel cuore del gruppo.

Si possono fare Cadini e Tre Cime nello stesso giorno?

Sì: Cadini all'alba (2 ore andata e ritorno) e poi il giro delle Tre Cime (3 h 30 – 4 h). In totale circa 14 km, 550 m di dislivello e 6 ore di cammino, comodamente entro le 12 ore del pedaggio.

Qual è il periodo migliore per il belvedere dei Cadini?

Da metà giugno a inizio ottobre, quando sentiero e cengia sono liberi da neve. Settembre offre aria limpida e metà della folla. Per la luce, l'alba: le torri sono esposte a est e si colorano per venti minuti.

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